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June 29 .FACCIO A PUGNI CON IL MONDO
I DON'T WANT THE WORLD TO SEE ME, 'CAUSE I'M SURE THAT THEY COULDN'T UNDERSTAND June 19 Il Piccolo Principe e la volpeNo, non temete...l'intervento precedente non era un modo per dirvi che sono diventata alcolizzata...
non lo sono o almeno non per ora...
E' solo che sto rileggendo il piccolo principe, un libro che credo non smetterò mai di rileggere e ho pensato di condividere con voi la mia lettura, anche se possibilmente non ve ne frega niente...
Volevo proporvi quello che per me è l'episodio più bello del libro...
Che mi ricorda la mia amica Marianna e mi fa pensare a chi mi ha "addomesticata"...
In quel momento apparve la volpe.
"Buon giorno", disse la volpe.
"Buon giorno", rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
"Sono qui", disse la voce, "sotto il melo..."
"Chi sei?" domandò il piccolo principe, sei molto carino..."
"Sono una volpe", disse la volpe.
"Vieni a giocare con me", le propose il piccolo principe, "sono così triste..."
"Non posso giocare con te", disse la volpe, "non sono addomesticata".
"Ah! scusa", fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse: "Che cosa vuol dire 'addomesticare'?"
"Non sei di queste parti, tu", disse la volpe, "che cosa cerchi?"
"Cerco gli uomini", disse il piccolo principe. "Che cosa vuol dire 'addomesticare'?"
"Gli uomini", disse la volpe, " hanno dei fucili e cacciano. E' molto noioso! Allevano anche delle galline. E' il loro solo interesse. Tu cerchi delle galline?"
"No", disse il piccolo principe. "Cerco degli amici. Che cosa vuol dire 'addomesticare'?"
"E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire 'creare dei legami'..."
"Creare dei legami?"
"Certo", disse la volpe. "Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo".
"Comincio a capire", disse il piccolo principe. "C'è un fiore...credo che mi abbia addomesticato..."
"E' possibile", disse la volpe. "Capita di tutto sulla Terra..."
"Oh! non è sulla Terra", disse il piccolo principe.
La volpe sembrò perplessa: "Su un'altro pianeta?"
"Si".
"Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?"
"No".
"Questo mi interessa! E delle galline?"
"No".
"Non c'è niente di perfetto", sospirò la volpe.
Ma la volpe ritornò alla sua idea:
"La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio perciò. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sarà come illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color dell'oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano..."
La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe:
"Per favore... addomesticami", disse.
"Volentieri", rispose il piccolo principe, "ma non ho molto tempo, però. Ho da scoprire degli amici, e da conoscere molte cose".
"Non si conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe. "Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se vuoi un amico addomesticami!"
"Che bisogna fare?" domandò il piccolo principe.
"Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe. "In principio tu ti sederai un po' lontano da me, così, nell'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' più vicino..."
Il piccolo principe ritornò l'indomani.
"Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe. "Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell'ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore... Ci vogliono i riti".
"Che cos'è un rito?" disse il piccolo principe.
"Anche questa è una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe, "E' quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedì ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedì è un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi, i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza".
Così il piccolo principe addomesticò la volpe.
E quando l'ora della partenza fu vicina:
"Ah!" disse la volpe, "...piangerò".
"La colpa è tua", disse il piccolo principe, "io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi..."
"E' vero", disse la volpe.
"Ma piangerai!" disse il piccolo principe.
"E' certo", disse la volpe.
"Ma allora che ci guadagni?"
"Ci guadagno", disse la volpe, "il colore del grano".
Poi soggiunse:
"Va' a rivedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo.
"Quando ritornerai a dirmi addio, ti regalerò un segreto".
Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.
"Voi non siete per niente simile alla mia rosa, voi non siete ancora niente", disse. "Nessuno vi ha addomesticato, e voi non avate addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre, Ma ne ho fatto il mio amico ed è ora per me unica la mondo".
E le rose erano a disagio.
"Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. "Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perchè è lei che ho innaffiata. Perchè è lei che ho messa sotto la campana di vetro. Perchè è lei che ho riparata col paravento. Perchè su di lei ho uccisi i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle). Perchè è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perchè è la mia rosa".
E ritornò dalla volpe.
"Addio", disse.
"Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E' molto semplice : non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi".
"L'essenziale è invisibile agli occhi", ripetè il piccolo principe, per ricordarselo.
"E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante".
"E' il tempo che ho perduto per la mia rosa..." sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
"Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa..."
"Io sono responsabile della mia rosa..." ripetè il piccolo principe per ricordarselo.
Scusate se vi ho annoiato... volevo dire in questo modo alla rosa che mi ha addomesticato che le voglio bene e ringraziarla di tutto, soprattutto di sopportarmi nei miei sbalzi d'umore, quando sono intrattabile...quando nemmeno io mi capisco...grazie per la pazienza...grazie perchè sai anche restarmi accanto senza dire nulla...grazie per tutto quello che fai che per me è veramente tanto... GRAZIE..... Grazie va anche alle splendide persone che si sono preoccupate per me soprattutto ieri..vi voglio bene..SCUSATEMI!!!
June 18 Da "Il Piccolo Principe"Il pianeta appresso era abitato da un ubriacone. Questa visita fu molto breve, ma immerse il piccolo principe in una grande malinconia.
"Che cosa fai?" chiese all'ubriacone che stava in silenzio davanti a una collezione di bottiglie vuote e a una collezione di bottiglie piene.
"Bevo", rispose, in tono lugubre, l'ubriacone.
"Perchè bevi?" domandò il piccolo principe.
"Per dimenticare", rispose l'ubriacone.
"Per dimenticare che cosa?" s'informò il piccolo principe che cominciava già a compiangerlo.
"Per dimenticare che ho vergogna", confessò l'ubriacone abbassando la testa.
"Vergogna di che?" instette il piccolo principe che desiderava soccorrerlo.
"Vergogna di bere!" e l'ubriacone si chiuse in un silenzio definitivo.
Il piccolo principe se ne andò perplesso.
June 12 videoHola gente....
guardate il video che ho messo nello space...è una mia creazione di un'anno fa...
ditemi che ve ne pare...
la prossima credo che avrà per tema "la bella e la bestia"...
tutto ciò se i miei computer si degneranno di collaborare...mah...quest'intelligenza artificiale....
altro che intelligenza...
mancano 37 giorni per la mia sognata Inghilterra....e io li sto spingendo cn tutta la forza...
(seee se dani, qua mi fai le pernacchie ma quando poi parliamo mi dai ragione o quasi...)
....nel frattempo io e il mio cognatuzzo proviamo a studiare linguistica...
è una mezza farsa ma alla fine qualcosina la concludiamo....
alla fine di due giornate di studio ho imparato che la "grafetica" non è la scienza che fa feto, ma quella che studia i grafi......
MAH!
Spero sia finito il periodo nel quale mi avete vista confusa e infeliceeee...
vediamo..
un bacio a tutti belli e brutti....
e ricordate....
mmmmm shakira shakira...mmm bionse bionse....tanti auguri ierikaaaaaaa
lalalalalallà...lalalalalallà...
brubrubrubrubrubrubru...
PANINARO SARO FOR PRESIDENT
adios....
PS. aspetto i vostri pareri sul mio lavoro....costruttivi o distruttivi che siano...
PPS. se non si sente l'audio provvederò a sistemarlo al più presto...
ciaaaa
June 07 schizzofrenia del momentoAnd I don't want the world to see me 'Cause I don't think that they'd understand When everything's made to be broken I just want you to know who I am
Non lo so che mi sta prendendo...perchè questi sbalzi d'umore..perchè una voglia incredibile di andare via...voglia di urlare..voglia di non essere me..voglia....anzi no...nessuna voglia di fare niente...mah...il drago mi fa un baffo per la follia di questi momenti... ...One day I'll fly away... non chiedetemi che mi stia prendendo...nn lo so...
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